Questa pagina è un invito ad entrare nella preghiera con le parole di Laura, che metteva la preghiera al primo posto nella giornata e che della preghiera ha vissuto ed espresso un’intensa spiritualità filiale.

“La preghiera poi arriva dappertutto: è una specie di abbraccio universale con cui arrivare dovunque, a chiunque…” (Laura 1986)

● Signore ti voglio bene!!

Signore dammi tanta forza e tanto amore! Grazie per la gioia che mi hai donata, per le persone che mi hai fatto conoscere, per averti fatto crescere un po’ dentro di me. Fammi diventare una ragazza semplice, sincera e tanto umile. Signore ti voglio bene!! (Laura 1980)

● Il Padre nostro (Laura 1983)

● Quando il cammino è molto in salita

Signore, aiutaci ad imboccare la strada giusta in questo momento così difficile ed impegnativo della nostra esistenza. Aiutaci, Signore, ad affidarci a Te che sei l’unico Padre buono, capace di preservare il nostro amore e conservarlo integro e puro fino alla Eternità; aiutaci ad affrontare l’incertezza, la paura del futuro, la paura della morte, la paura della solitudine, perché con Te noi non moriremo mai e non saremo mai soli. Aiutaci a vivere nella pienezza ogni giorno della nostra vita, fino alla fine… amandoti ed amandoci. Preserva, o Signore, il nostro sorriso, la nostra apertura agli altri, la nostra fantasia, la bellezza stupenda e santa del nostro rapporto, fà che non ci chiudiamo mai in noi stessi; dacci la forza di affrontare tutto: anche il dolore fisico se fa parte anch’esso del tuo disegno. Noi siamo deboli Signore e senza di Te non ce la faremo mai; Signore noi accettiamo umilmente anche la nostra debolezza: sii Tu la nostra Forza perché solo con Te riusciremo a lottare fino in fondo. Signore, forse Tu non hai preparato per noi un’esistenza secondo gli schemi comuni come noi immaginiamo: forse Tu non ci chiami a costruire una famiglia, a vivere lavorando, educando dei figli, amandoci all’interno delle mura di casa… una cosa comunque è certa: ci sono due realtà nella nostra esistenza che ne fanno, fin d’ora, una realtà grande ed intensa e che le danno sapore e senso totale: l’amore tra di noi e il conoscere Te. Queste due realtà, di cui sono stati permeati questi tre anni sono bastate a farci percepire l’Eterno, cioè la realtà vera e propria a cui tutti siamo chiamati. E se vorrai farci dono della salute, o comunque, per tutti i giorni che ci donerai ancora di vivere su questa terra, aiutaci a non dimenticare mai che l’unica certezza e l’unico punto di riferimento saldo della nostra esistenza, sei Tu. (Laura 1986)

● Quando si educa

Signore ti ringrazio con gioia per il cammino iniziato quest’anno con il gruppo giovanissimi. E’ bello ed estremamente interessante dialogare insieme a questi ragazzi; rimanere coinvolti nelle problematiche e nella vivacità dell’adolescenza…; penso che il confronto con Te e con gli interrogativi dell’esistenza ci chiami sempre, a qualunque età, a cercare risposte con quella sete, con quell’ansia che è tipica di questi ragazzi. Per questo a stare con loro, non si può che trarne del bene. Tu lo sai, o Signore, che le domande che ci siamo posti insieme sono tante…; che la loro sete di amicizia e di contatto con i giovani, con gli adulti è grande; che sono alla ricerca della loro strada, che a volte si sentono soli con il cuore che scoppia, che palpita, e senza sapere concretamente per chi e per che cosa. Guarda, o Signore, a queste loro ansie, alla loro voglia di vivere e di impegnarsi, al loro entusiasmo. Conservali sempre così, ma rendili anche attenti ascoltatori e lettori della Tua Parola; rendili persone pazienti, cioè capaci di adeguarsi ai Tuoi tempi, e sempre più sensibili nei confronti dei loro amici. Guarda, o Dio, con la Tua attenzione premurosa di Padre ciascuno di questi ragazzi e ad ogni loro coetaneo della nostra comunità; guardali con quell’attenzione di cui noi, che siamo più grandi solo nell’età, dovremmo essere il riflesso, affinché ciascuno di loro possa, nella libertà e nel dialogo con Te, scoprire, amare e maturare la propria chiamata e sentirsi amato ed accolto da Te, da ognuno di noi, come un figlio. (Laura 1987)

● Una Via crucis

VIA CRUCIS

Abbracciare la Croce = Vivere l’Avventura

“Abbracciare la Croce = Vivere l’Avventura” è una frase tratta da un diario di Laura per dire il suo modo di affrontare la prova, senza subire gli eventi e scegliendo di conservare e valorizzare quanto di prezioso ed essenziale c’è in ogni essere umano, vale a dire la propria capacità di amare.

STAZIONI

01 – Gesù è condannato a morte

Dal Vangelo secondo Marco

[Pilato] sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: “Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?”. Ed essi di nuovo gridarono: “Crocifiggilo!”. Pilato diceva loro: “Che male ha fatto?”. Ma essi gridarono più forte: “Crocifiggilo!”. Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. (Mc 15,10-15)

Scrive Laura:

“Oggi ho sentito, al tatto, una sporgenza nel piede. Non saprei dire con certezza che si tratta di un nodulo o che è un segno sicuro di recidiva: mi sembra esagerato. Per il momento ho pensato di tenere sotto controllo la situazione, soprattutto quella psicologica, ossia di non drammatizzare e continuare con concentrazione ed attenzione alle mie cose. […] Bisogna che il Signore mi aiuti a tenere sotto controllo la situazione, perché io non voglio essere schiava della paura, ma al limite, tutt’al più, convivere con il male, che significa Amare nonostante il male e tutte le sue sfumature (il disagio, l’incertezza di come andrà a finire). Voglio amare ogni giorno della mia vita e non perdere nessuna occasione per questo a causa di un sarcoma o della paura della recidiva. Di tempo in questo senso ne ho già perso e se ho imparato qualcosa dall’anno scorso è stato proprio che il male fisico – o meglio l’insidia di un male come il sarcoma – è PERICOLOSO per me, mi è NEMICO, solo nella misura in cui mi paralizza psicologicamente, non permettendomi di essere me stessa e di continuare ad AMARE in tutto ciò che faccio: amare il mio fidanzato, amare la mia famiglia, amare il mio studio e farlo con impegno, amare i ragazzi del catechismo e amare la comunità nel servizio. E poi, ammettilo a te stessa, Laura, che è facile Amare quando si è tranquilli, quando non ci sono problemi…. ma l’Amore si tempra e si fortifica, si avvalora nella prova, ed è forse questo che il Signore vuole da me: potenziare la mia capacità di Amare, la mia serenità nonostante qualche umano inconveniente. La vita ci chiama a questo continuo esercizio; chi prima, chi dopo, chi in un modo, chi in un altro siamo chiamati a questo. E’ il Signore che ci lancia la sfida. E io, Laura, questa sfida la voglio raccogliere oggi e chiedo al Signore la forza, anche per amore di Guido, di Viverla”.

 02 – Gesù è caricato della croce

Dal Vangelo secondo Giovanni

Ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota. (Gv 17,19)

Scrive Laura:

“Devo dirti poi, amore, che quanto dicevi questa mattina a proposito del vivere intensamente il presente, senza concepire la vita come una corsa ad ostacoli, senza perciò l’ansia di ciò che dovrà accadere (o che perlomeno ci aspettiamo che accada) nel futuro, è molto vero, e quelle volte che riesco a tradurlo in realtà, mi accorgo che è l’unica via per vivere serenamente e che dà buoni frutti. Ma certo non è facile tenere sotto controllo i fattori di distrazione, che a volte sembrano proprio accavallarsi uno dietro l’altro, a mettere alla prova la nostra capacità di resistenza o di reazione: ci vuole una gran fede, ci vuole la forza di fare un atto di fede il quale scaturisce, a mio parere, dalla preghiera. Sì, io credo che la preghiera sia la migliore risorsa in grado di darci la forza di ridimensionare le cose, di ragionare anche in un modo sereno ed equilibrato, perché da essa rinasce la convinzione che quando Dio è con noi non abbiamo nulla da temere, che Lui non ci chiede cose che non siamo in grado di affrontare, che è fondamentale, dal punto di vista cristiano (cioè: che a aiuta a maturare in tal senso), il vivere l’oggi, poiché è sul nostro modo di affrontare responsabilmente il presente che il Signore ci chiede conto; infatti, a pensarci proprio bene, il nostro futuro è nelle sue mani; noi non conosciamo nella sua completezza il progetto che Egli ha su di noi e perciò ogni volta che ce ne occupiamo rischiamo di prendere dei grandi “abbagli”, oltre che naturalmente sprecare del tempo inutilmente. Beh, personalmente cercherò di orientarmi in questa direzione nei prossimi giorni e, mi auguro, nei tempi a venire (ma ci sarà bisogno di continue rinfrescate di questo concetto per camminare dritti); e so per certo che anche tu ti impegnerai come meglio potrai, perché conosco la tua “caparbietà” nel seguire la strada che senti essere la migliore, quella desiderata da Dio”.

03 – Gesù cade per la prima volta

Dal Vangelo secondo Matteo

“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero”.(Mt 11,28-30)

Scrive Laura:

“Sento di avere bisogno di tante cose: innanzitutto di avere bisogno di Dio, bisogno di aprirgli il mio cuore perché operi in me un vero cambiamento; io lo so che Dio mi vuole aiutare, ma forse in questi giorni gli sto chiudendo, col mio comportamento, troppe volte la porta in faccia. Poi ho bisogno di tanta umiltà e di tanta pazienza da accettare le mie cadute e ricadute e da non perdere mai la voglia e la forza di ricominciare, perché so che ogni atteggiamento di ribellione o di insofferenza è inutile di per sé e tanto più se non è seguito dalla volontà di cambiare. Ecco dunque, Bene mio, il quadro completo della tua zoppicante compagna di viaggio! So che è importante accettare con umiltà la propria imperfezione, perché ciò significa accettare la realtà del limite umano: sarebbe un’utopia pretendere di essere perfetti, ma so anche che Dio mi, ci chiede di fare tutto il possibile per imitarlo nella strada della perfezione. Perciò, con umiltà, oggi ricomincio daccapo, confidando nel suo aiuto e nella tua preghiera. […] Cercherò di mettercela tutta”.

04 – Gesù incontra sua Madre

Dal Vangelo secondo Giovanni

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. (Gv 19,25-27)

Scrive Laura:

“Poi, un pomeriggio, parlando con Don Guglielmo e con le suore, ho avuto una conferma del fatto che molte persone stanno pregando per me… questo già lo sapevo Guido… dal tempo dell’operazione, però solo quel pomeriggio mi è balenata l’idea di fare una specie di “scambio”, se così si può dire, di preghiera, cioè di offrire ogni giorno una preghiera speciale al Signore per tutte le persone che mi ricordano e che mi vogliono bene. Credo che non ci sia niente di più bello del poter offrire come dono agli altri la propria preghiera. La preghiera poi arriva dappertutto; è una specie di abbraccio universale con cui arrivare dovunque, a chiunque… E così l’idea è stata quella di recitare un rosario ogni mattina per le intenzioni di tutte queste persone ed è bello aprire la giornata con questo momento […]. Tra l’altro comincio a “riscoprire” Maria… è da quando quella suorina francese mi ha dato la medaglia miracolosa che ho cominciato a rivolgermi a Lei con più confidenza, come ad una mamma che può e sa mediare tra noi e Suo Figlio. Sono contenta di questa scoperta fatta a 23 anni e penso che ne sarà contenta anche Lei che è riuscita finalmente a conquistarmi”.

05 – Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce

Dal Vangelo secondo Marco

Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo.(Mc 15,21)

Scrive Laura:

“Sai? Sono sempre più stupita e commossa della generosità di Francesca, che mi fa da autista ogni qualvolta mi reco all’ospedale e per esprimerle con un piccolo segno la mia riconoscenza ho pensato di regalarle un sacchettino di biscotti di cocco, che le sono piaciuti molto. Io penso che l’amicizia sia fatta anche di queste piccole cose, che se pure non “preziose” vengono dal cuore…. Tu che ne dici? A volte, anche guardando all’esempio degli altri, di chi ti sta vicino, ti accorgi veramente dell’importanza di fare del bene, di essere al servizio dei fratelli; ti accorgi di come sia vero che, amando il tuo prossimo, ami Dio. C’è molto da imparare anche da chi ti sta vicino in modo silenzioso col sorriso sulle labbra, come in genere fa Francesca”.

06 – La Veronica asciuga il volto di Gesù

Dal Salmo 27

Il mio cuore ripete il tuo invito: “Cercate il mio volto!”. Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. (Sal 27,8-9)

Scrive Laura:

“Come è difficile staccarsi da tutto per fare solo affidamento a Dio, ma come è benefico questo atteggiamento. Ringrazio il Signore che, anche a costo di grosse “capocciate” […] mi sta mettendo piano piano a confronto con quest’ordine di idee; mi sta facendo capire che questo è il modo giusto per affrontare questo mondo. Arriverà, arriverà ne sono certa (e so che lo sei anche tu), questa serenità voluta, cercata e pregata con le “unghie” e con i “denti”… Intanto presentiamo a Dio anche le nostre impazienze, le nostre paure, le nostre arrabbiature e i nostri sfoghi: Lui non si formalizza di certo!!… Presentiamogliele come parte della nostra umanità e chiediamo a Lui di darci quella Forza non umana che solo Lui può darci e che, in realtà, fino ad ora non ci ha mai fatto mancare”.

07 – Gesù cade per la seconda volta

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti. (1 Pt 2,21b-24)

Scrive Laura:

“Fare i conti con la propria coperta, che è sempre corta, in un momento in cui essa sembra esserlo ancora di più, in virtù delle difficoltà e della nostra incapacità a discernere la globalità del disegno di Dio su di noi, può portare ad un dato positivo che, secondo me, sta bene emergendo in questo frangente, nella nostra realtà di coppia. Si tratta del “recupero” (se così si può dire) delle coordinate essenziali che guidano il nostro cammino di fidanzati, di ragazzi incamminati, pur in mezzo ad un mare di difficoltà, verso il traguardo del matrimonio. Una volta “inquadrata” o, meglio, appurata la nostra sostanziale ignoranza sul futuro che ci riguarda in termini di controllo e padronanza della nostra esistenza (perché sia nella salute che nella malattia la nostra vita appartiene a Dio e Lui solo conosce il numero dei nostri giorni…), la regola di vita più logica da applicare è quella della normalità da intraprendere con ritmi adeguati alla nostra situazione attuale (per cui bisogna sempre fare i conti con le reali forze che possediamo). […] Ecco dunque, che come spesso capita nella vita di una persona, da un momento – chiamiamolo di “crisi”, di interrogativo, di riscontro della propria povertà – nasce una forza, tutta nuova ed inattesa, di risollevarci, di affrontare la nostra vita, di ricominciare… […] Mi accorgo che la vita è un continuo ricominciare, un perpetuo rimboccarsi le maniche: ci sono dei momenti in cui tutto sembra crollarti addosso; eppure tu ti accorgi che, nonostante tutto, la Vita reclama ancora i suoi diritti, ti chiama a partecipare, a continuare la “lotta””.

08 – Gesù incontra le donne di Gerusalemme

Dal Vangelo secondo Luca

Seguiva Gesù una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli”.(Lc 23,27) 

Scrive Laura:

Riflettendo un po’ a fondo sul periodo presente, sento sempre meglio come il verbo “vigilare” sia quello più adatto, più consono sia all’attuale situazione, sia al nostro stato d’animo. In tanta incertezza che ancora ci circonda sulla nostra vita, nessuno di noi due se la sente o è capace di darsi dei piani strategici verso la cui realizzazione impegnarsi con determinazione. […] Non è detto che nel nostro vigilare, alla fine scopriamo delle strade alternative da seguire, ma oggi come oggi non ci sono elementi sufficienti per fare una scelta. Non appena ci saranno, allora sceglieremo e ci metteremo anima e corpo, lo so bene, nella sua realizzazione. Questa mancanza di una grande strategia di fondo (perlomeno di una nostra percezione di quello che è la strategia di Dio nelle nostre vite) non ci impedisce però di mettercela tutta a vivere, da bravi figli di Dio, gli appuntamenti quotidiani con spirito, appunto, di vigilanza e di fedeltà. […] Continuiamo perciò, bene mio, a mantenerci vigilanti nella preghiera e nella lettura degli avvenimenti di ogni giorno e ad esprimere la nostra fedeltà a Dio in tutto quello che facciamo ed Egli non mancherà di far luce sulla nostra vita e di indicarci il cammino da seguire”.

09 – Gesù cade per la terza volta 

Dal Vangelo secondo Luca

“Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno” (Lc 22, 28-30a)

Scrive Laura:

“Certo mi rendo conto che, nonostante la grandezza di Dio e i segni chiari della Sua presenza nella nostra vita, la mia fede è solo un piccolo lumicino che ha bisogno di continui controlli per non spegnersi: qualche volta infatti l’ignoranza del progetto di Dio su di noi, in termini di particolari, mi porta ad avere qualche ombra di dubbio, qualche momento di pessimismo […]. Se sento di una persona morta di un tumore dopo tre o quattro anni dalla malattia, automaticamente penso che la mia sorte non sarà dissimile; in un attimo col pensiero cancello tanti segni di speranza che Nostro Signore ci ha mandato. Forse anche questa è una tentazione di Satana. Poi però ritorna il momento di luce: comprendo che il progetto di ogni uomo è unico ed irripetibile, che è sciocco fare banali similitudini con un Dio che è espressione della più grande originalità ed ancora mi dico convinta che agli occhi di Dio la migliore risposta di un Suo Figlio di fronte alla morte è quella di Vivere, di dedicare alla Vita ogni energia che ha in corpo perché è alla Vita (quella Eterna) che siamo chiamati, in lunga gittata, e non alla morte […] e allora riprendo con lena il mio tran-tran, badando a soffermarmi sull’oggi e non sul domani. Ma nonostante queste piccole oscillazioni vedo che in generale la barca regge bene e procede lungo la rotta e io credo che a questo contribuisca molto la tua preghiera e quella delle persone che ci ricordano al Signore. Io nella nostra situazione attuale, che per tanti aspetti è andata appianandosi, vedo ancora comunque molto adatto l’atteggiamento della vigilanza che traduco come: Vegliare per rendersi disponibili ad ogni variante non prevista nella rotta, sicuri che da Dio viene l’aiuto per affrontare nel modo migliore ogni imprevisto, come la nostra esperienza di due anni di prova dimostra con efficacia”.

10 – Gesù è spogliato delle vesti

Dal Vangelo secondo Giovanni

I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato -, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: “Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca”. Così si compiva la Scrittura, che dice: Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte. E i soldati fecero così. (Gv 19,23-24)

Scrive Laura:

“Credo che, accanto all’importanza e alla bellezza (per la serenità che procura) del saper leggere il proprio presente e del conseguente rendere grazie a Dio per i doni che ci fa, credo che a noi due (ma sempre con l’aiuto Suo, e per questo è fondamentale la preghiera) spetti, come dici tu, il gioco di vivere… Chiedere a Dio di esprimere vita in qualsiasi situazione ci troviamo: bella o brutta, felice o avversa, esaltante o deprimente; a casa o in caserma, all’ospedale, a lezione, in circoscrizione, in parrocchia… ed io credo che in questi tre anni di fidanzamento sia cresciuta la nostra capacità e volontà di esprimere vita. Le difficoltà incontrate ci hanno in un certo senso “costretti” a scegliere fra la strada del lasciarci andare (la disperazione) e quella del reagire con dignità (la vita) e insieme abbiamo scelto la seconda via e ci siamo incamminati sorreggendoci a vicenda, traendo forza e determinazione ognuno dall’esempio dell’altro, ognuno dalla determinazione e dal coraggio dell’altro. Ed è per questo che la nostra coppia è cresciuta, che le difficoltà non hanno ostacolato, ma anzi hanno accresciuto, rafforzato l’amore che è fra di noi. Ciascuno dei nostri problemi avrebbe potuto renderci individui tristi, chiusi nella propria situazione, nei propri affanni, incapaci di venirne fuori e allora avremmo provato la disperazione, l’avvilimento, allora avremmo sentito le difficoltà dell’altro come dei macigni sulle nostre spalle e forse non ce la saremmo sentita di portarne il peso…. e invece…., invece grazie all’aiuto di Dio, al di sopra di tutto è rimasto l’amore, quello vero, quello che può vincere tutto, perché: è apertura verso l’altro, è preghiera per l’altro, è condivisione di tutto e della vita dell’altro prima di tutto; è affidamento a Dio della vita dell’altro; è un dono completo ed un aprirsi all’iniziativa e al dono dell’amato”.

11 – Gesù è inchiodato sulla Croce

Dal Vangelo secondo Luca

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!”. L’altro invece lo rimproverava dicendo: “Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male”. E disse: “Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gli rispose: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”. (Lc 23,39-43)

Scrive Laura:

“A livello istintivo sento che la guarigione definitiva (cioè quello che è il miracolo di una sparizione definitiva ed istantanea del male fisico) per me non ci sarà […] Il perché non lo so, e non so neppure se questo dipenda dalla mia fede (cioè: se avessi più fede il miracolo potrebbe avvenire). So solo che io continuerò a chiederlo direttamente a Dio nella preghiera, perché non viene meno in me la fede che Luise vuole può farlo. Ma sento che ho bisogno di recuperare un dialogo diretto con nostro Signore, di recuperare una dimensione di fede interiore, silenziosa, nascosta, ma forte. […] Un’esistenza così provata dalla sofferenza fisica, mi porta ad interrogarmi sulla mia capacità di convivenza col male; a volte mi vedo, mi sento impreparata…. sento che ci sarà molto da imparare nel campo della pazienza; che c’è tutto un altro aspetto della serenità da coltivare: serenità che non è solo condizione istintiva, che è già potente in me, ma è modo di essere, scelta voluta e sudata, per essere di aiuto agli altri (in modo particolare a te, che mi starai accanto in modo speciale!) e a me stessa. Credo comunque che, se Dio sceglierà per noi, per me, questa realtà, non ci farà mancare i mezzi per viverla a fondo…. come sempre, nella Sua logica”.

12 – Gesù muore sulla Croce

Dal Vangelo secondo Marco

Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: “Eloì, Eloì, lemà sabactàni?”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. (Mc 15,33-34)

Dal Vangelo secondo Luca

Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Detto questo, spirò. (Lc 23,45-46)

Scrive Guido:

“Prima di spirare [Laura] ha pregato Dio di non andare in coma, per rimanere cosciente fino alla fine. La sua anima bella sarà sicuramente volata in paradiso. Personalmente ne sono uscito spiritualmente arricchito, ma umanamente a pezzi, e ancora mi domando per quale motivo la Via della realizzazione umana e della santità debba essere cosparsa di sofferenze e di prove, che sembrano andare contro la nostra stessa natura umana. Forse il nostro patrimonio esistenziale è tanto scarso da non poter pervenire a traguardi significativi, se non attraverso la via traumatica? Interrogativo tremendo che non ha risposta umana, come non ha avuto risposta il grido di Cristo morente in un mare di dolore e di ignominia: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Il mistero del dolore è insondabilmente legato al nostro divenire amore, al nostro realizzarci come uomini”.

13 – Gesù è deposto dalla Croce

Dal Vangelo secondo Luca

Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: “Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori”. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. (Lc 2, 34-35.51b)

Scrive Guido:

Ripenso spesso ad un lungo ed intenso abbraccio tra Laura e me nel periodo direttamente successivo al nostro fidanzamento; quella sera abbiamo sentito in modo particolarmente penetrante la benevolenza di Dio che si stava manifestando all’uno per tramite dell’altro. Da quella volta abbiamo imparato che, nel proprio tentativo di essere buono, ognuno di noi sarebbe stato “specchio di Dio” per l’altro, cioè gli avrebbe reso più vicina la presenza dell’Eterno. E questo sforzo di bene è durato anche nei giorni della prova, perché ci siamo resi conto che la rassegnazione – o peggio – la disperazione, ci avrebbero tolto l’unica vera grande ricchezza che abbiamo avuto: l’amore come intesa tra di noi ed intesa tra noi e Dio. Ci siamo resi conto che la rassegnazione e la disperazione avrebbero violentato le nostre personalità molto più del male in quanto tale. Al contrario, rimanendo aperti l’uno all’altro ed evitando di chiuderci in noi stessi, oltre a salvare la parte migliore della nostra natura umana, avremmo continuato ad essere l’uno per l’altro specchio di Dio, cioè a rendere evidente la presenza di Dio nella nostra coppia. E la scommessa è stata vinta”.

14 – Gesù è deposto nel Sepolcro

Dal Vangelo secondo Giovanni

Nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù. (Gv 19,41-42)

Dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore. (Rm 8,35.37-39)

Scrive Laura:

“Signore Dio, ti ringrazio dei doni bellissimi che mi hai fatto in questi quasi ventiquattro anni di vita: ti ringrazio prima di tutto della vita che mi hai donata e che io amo; ti ringrazio perché ti sei fatto conoscere a me e mi sei padre, un padre fedele che non mi abbandona; ti ringrazio per la famiglia in cui vivo dove si respira il tuo amore, ed infine ti ringrazio perché attraverso il bene del mio fidanzato mi fai sentire quanto mi ami. Signore, nella mia breve esistenza ho capito che la vita è un cammino duro, seminato di difficoltà, ma che tu non operi che il bene dell’uomo ed ho imparato anche che le situazioni apparentemente più critiche, la perdita di una gamba, due lunghe e pesanti chemioterapie, la perdita momentanea dei capelli…, colloqui duri con medici, se vissute con uno spirito di affidamento, possono trasformarsi in momenti di vera grazia, animati da quella libertà e da quella sicurezza di chi non ha più paura perché ha riposto tutta la sua fiducia in te. […] soprattutto Signore fa’ che i miei occhi rimangano sempre attratti da ciò che veramente conta, e che è la certezza del Regno, dell’eternità insieme a te, rispetto alla quale tutto ciò che è terreno è effimero ed è cosa di poco conto”.

● La preghiera secondo Laura

“Al 1° posto nella giornata sta la preghiera”.

“Questo modo ordinato e prezioso di organizzare il mio tempo partendo da un momento speciale dedicato a Dio”.

“In questa settimana […] quello che trovo più positivo è l’avere dedicato un tempo privilegiato al Signore che ho riscoperto essere in modo speciale e forte al centro delle nostre vite”.

“Sì, io credo che la preghiera sia la migliore risorsa in grado di darci la forza di ridimensionare le cose, di ragionare anche in un modo sereno ed equilibrato, perché da essa rinasce la convinzione che quando Dio è con noi non abbiamo nulla da temere”.

“Mi è balenata l’idea di fare una specie di “scambio”, se così si può dire, di preghiera, cioè di offrire ogni giorno una preghiera speciale al Signore per tutte le persone che mi ricordano e che mi vogliono bene. Credo che non ci sia niente di più bello del poter offrire come dono agli altri la propria preghiera. La preghiera poi arriva dappertutto; è una specie di abbraccio universale con cui arrivare dovunque, a chiunque”.

Io in questi ultimi giorni mi sento abbastanza in forma: ho cominciato a pregare al mattino con la lettera di Giacomo perché la sento più vicina a quella che è la nostra realtà”.

Solo osando, io credo, si ha la misura della grandezza di Dio che opera «miracoli» nella nostra vita. A pensarci bene, per tutta la sua vita, il cristiano è chiamato ad osare, a rischiare:

– «bussate e vi sarà aperto»: il rischio di chiedere;

– «mettete a frutto i vostri talenti»: il rischio del «buttarsi fuori»

– «il vostro parlare sia sì, sì, no, no»: il rischio di prendere posizione…

Che il Signore ci aiuti dunque sempre a chiedere e ci perdoni per quelle volte in cui siamo «tiepidi».

“Chiedere a Dio di esprimere vita in qualsiasi situazione ci troviamo: bella o brutta, felice o avversa, esaltante o deprimente”.

“È proprio così che si deve fare, o si dovrebbe fare nella vita: vivere momento per momento la situazione che si presenta, vivere l’oggi nella sua pienezza confidando in Dio per il domani; affidando a Lui il nuovo giorno”, e aggiunge: “io mi accorgo davvero che anche in me Dio è capace di operare questo miracolo e per questo cerco di aprirgli il mio cuore, di pregare, di rimanere accanto a Lui”.

“Pregherò molto in questi giorni perché sento la necessità che Dio mi illumini nelle scelte che intendo fare”.

“Passo dopo passo, Dio ci indicherà la strada da seguire e, in questa certezza, continuiamo a Vivere con speranza e serenità”.

Credere senza capire, affidandosi a Gesù nell’Eucarestia.

Signore io mi affido a te, non provo neppure a ragionare, altrimenti mi perdo.

Ti riconosco come Padre. Aiutami ad aumentare sempre la mia fede e questa convinzione.

Mi rendo completamente disponibile nei tuoi confronti, pur non riuscendo a capire, perché solo con questo atto tu potrai penetrare dentro di me e io potrò conoscerti meglio.

Sono certa di non illudermi, perché quello che tu vuoi da me è che io mi impegni a vivere l’amore e questo atto mi rende libera, mi permette di renderti un po’ vivo fra gli altri.

Mi sono chiesta tante volte anch’io quale sia il mio posto nella Chiesa, nel tuo corpo… non ho saputo trovare una risposta definitiva. Certo è che esiste una parte fondamentale che è costituita di tutti: il cuore, l’amore che deve essere compagno insostituibile di ogni nostra azione.

Continuerò a chiederti, Signore, poi cosa sono chiamata ancora a fare e tu mi indicherai la tua volontà.

Ecco su cosa si basa la mia fede, sul “rischiare” tutto di me stessa per il Signore. Questo che per me adesso è una cosa inconcepibile, superiore alle mie forze, è un po’ il prezzo della gioia e della salvezza futura. Sono consapevole che aderire alla volontà del Signore non sia una cosa semplice, superficiale.. ma richiede tanta forza.

È proprio nel sacramento dell’Eucarestia che posso attingere questa forza e, ricevendo Gesù nel mio cuore, unirmi dimenticando tutta me stessa, proprio come Gesù sulla croce, al Padre.

Per questo devo cercare di rendermi consapevole di tutto questo ogni volta che celebro l’Eucarestia, per non sciupare questo dono di Dio, per non prendere parte a questa unione solo con i sensi ma con i sentimenti.

Laura 28 dicembre 1979